MONDO - COSÌ DOPO UN TERREMOTO IN INDIA HO INVENTATO IL FRIGO IN TERRACOTTA
DATA NOTIZIA: 21/08/2014 - FONTE NOTIZIA: http://food24.ilsole24ore.com
 

“Così dopo un terremoto in India ho inventato il frigo in terracotta”. Senza elettricità né batterie

Mansukh Prapajati non lavora per la Nasa o per la Whirlpool. Non ha nemmeno un dottorato in Fisica quantistica. E’ un vasaio. Geniale, però. Nel suo laboratorio a cielo aperto, a Ramakrishna Nagar, villaggio del Gujarat, India occidentale, ha progettato e realizzato il primo frigorifero senza elettricità né batterie. Mitti Cool è un parallelepipedo di argilla, con sportello in vetro, che mantiene il cibo a una temperatura inferiore di almeno 8 gradi centigradi rispetto a quella esterna. Mitti, che in hindi significa terra, è niente di più che un contenitore di terracotta in cui l’acqua filtra da un vano superiore attraverso le pareti laterali ed, evaporando, raffredda il recipiente per il cibo collocato in basso. E’ un prodotto low cost e biodegradabile. Si costruisce in 10 giorni: nella piccola industria indiana se ne producono più di 200 al mese. Il prezzo? 50 dollari.

L’idea risale al 2001, quando un terremoto distrusse il villaggio di Prapajati. Era difficile conservare frutta e latticini. Ed era un problema anche l’acqua, abitualmente mantenuta fresca nei vasi di terracotta andati in frantumi. Considerato, poi, che in molte zone dell’India l’erogazione della corrente elettrica non è mai continua, l’invenzione del frigo di terracotta è stato subito un successo. Oggi quella del vasaio è una piccola industria che impiega molte donne. E che realizza anche pentole, fornelli, contenitori. Il frigo d’argilla è rivolto al mercato interno e a quello estero (Kenya ed Emirati Arabi). E ha fatto di Prapajati uno degli imprenditori rurali più influenti al mondo.

La sua storia la raccontano gli autori di “Jugaad Innovation: pensa frugale, sii flessibile, genera una crescita dirompente”, edito da Rubbettino. Navi Radjou, Jaideep Prabhu e Simone Ahuja compiono un viaggio nei mercati emergenti, nell’ innovazione che proviene dal basso ed è in grado di trovare soluzioni efficienti a costi contenuti. Provano che è in atto una rivoluzione culturale che, con la creatività e l’ ingegno, sfida i modelli di produzione dell’Occidente.

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